150° Nicola Romeo
(Sant’Antimo, 28 aprile 1876 – Magreglio, 15 agosto 1938)
Ingegnere, imprenditore, Senatore del Regno d’Italia. Nicola Romeo fu anche un uomo coraggioso ed un imprenditore brillante.
Coraggioso perché nel 1915, alla vigilia di una grande guerra, rilevò una giovane azienda milanese, l’A.L.F.A. – Anonima Lombarda Fabbrica di Automobili, nata dal fallimento di una fabbrica francese, la Darraq, che costruiva voiturettes di modesta qualità.
Brillante perché non solo legò il suo nome a quello dell’Alfa, rendendo i due nomi immortali, ma seppe soprattutto circondarsi di progettisti altrettanto brillanti e di manovalanze estroverse ed eccellenti.

Enzo Ferrari, che di queste cose se ne intendeva e di questa avventura milanese fu protagonista, diceva che in Alfa c’era gente che sapeva fare i guanti alle mosche. Fu lui infatti a suggerire a Nicola Romeo di prendere in azienda il progettista Vittorio Jano, sottratto alla Fiat, che ne decretò la fortuna sui mercati e sulle piste di mezzo mondo.
Henry Ford pare dicesse spesso che quando passava un’Alfa Romeo si levava il cappello.
I più famosi piloti dell’epoca, ma soprattutto Tazio Nuvolari, al volante di quelle auto colsero successi strepitosi e portarono il marchio Alfa Romeo nella leggenda dell’automobilismo e nel cuore di ogni vero sportivo.


Nicola Romeo, pur rimasto in Alfa solo dieci anni (1915-1925), ha legato il suo nome e la sua terra a questo marchio ancora oggi prestigioso, pur tornato in mani francesi, ma comunque consolidato simbolo dello stile, della genialità, dello sport e del saper fare italiano. E’ doveroso ricordarne il nome e la storia.


Stefano d’Amico
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