Obiettivo Trofei

I Trofei Alfa Romeo, un pezzo di storia dell’arte italiana.

1984.
Umberto Mastroianni (1910-1998)


Romano, studiò scultura e disegno iniziando il suo lavoro di artista con piccole opere in terracotta e bronzo, particolarmente testine di fanciulli. Era zio dell’attore Marcello Mastroianni. Insegnò all’Accademia di Belle Arti di Bologna, di Napoli e di Roma. Espose in varie Biennali di Venezia e Quadriennali di Roma. Negli anni ’40 passò all’astrattismo creando forme geometriche multiformi. Lavorò anche materiali poveri dal legno ai vetri e creò piccole opere in juta (come Burri) oggi conservate alla Tate Gallery di Londra, al Guggenheim di New York e alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma. Ricevette numerosi consensi e premi tra cui il Premio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei e il Premio Imperiale a Tokio ove gli è stata dedicata una sala permanente al Museo d’Arte Moderna. Con il passare degli anni Mastroianni cominciò a interpretare l’uomo e le sue capacità attraverso le forme che riesce sviluppare nel bronzo e nei metalli con l’aiuto delle macchine necessarie per ogni automazione e, non a caso, Leonardo Sinisgalli, fondatore e direttore della rivista Civiltà delle Macchine e ideatore dei Trofei Alfa Romeo, che gli fu amico, attribuì alle sue opere aspetti umani e animaleschi, come entità zoomorfiche e fantastiche. Ha ricevuto numerose onorificenze e le sue opere sono esposte nei più prestigiosi musei del mondo. Nel Complesso Museale di San salvatore in Lauro a Roma è allestito il museo Donazione Matroianni, da lui voluto, che raccoglie l’intero percorso stilistico del Maestro cui il Cigno GG di Roma (lo stesso Editore che ha poi curato la realizzazione del Monumento Alfa Romeo del Riar ed il relativo volume sullo Stile Alfa Romeo di Stefano d’Amico) gli ha dedicato un importante Catalogo Ragionato.

Il suo multiplo creato per i Trofei Alfa Romeo trova sicuramente ispirazione nelle sculture della serie Il Bestiario, ed è una suggestiva fusione in bronzo, firmata e numerata, con le tipiche curve, spazi e fori, le une appoggiate alle altre, si da ravvedere un animale in posa quasi aggressiva e pronto a scattare, … come un’Alfa Romeo.

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